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Di neve e di nuovo

In overdose di “Panuozzo”, mi trovo in piena difficoltà comunicativa.  Coloro i quali hanno speso qualche attimo di vita a Pisa potranno ben comprendere quanto la dispnea da fardello addominale incida sulle capacità di articolazione di pensiero.  Siano clementi, dunque, signori su un prologo di blog quanto mai astenico. Ma vi avviso: è pur sempre un foodblog. Giusto per minacciarvi riguardo alla possibilità di reiterazione, da parte mia,  dei misfatti da affaticamento digestivo.

I più, i meno o semplicemente qualcuno avrà adoperato connessione diretta con Calvino e il Suo “Castello di Destini Incrociati”.

Va bene, posso palesemente

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dire che me lo sono augurata. Che aveste fatto il link, ecco.

Sgrammaticature, le precedenti, che nella mia testa da svogliata beona di birra blanche (col Panuozzo, concedetemelo!) mi dovrebbero servire ad evitare noiose presentazioni e gratuite disquisizioni su Tarocchi,  Sincronicità eccetera eccetera.

Stasera mi va dirvi solamente…RANDOM!oppure a casaccio, fate voi.

Per il momento vi basti prendere questo blog come un generatore casuale di sapori, stile slotmachine.

Non lasciatevi, però, cogliere alla sprovvista dal prezzemolo antitetico della causalità.

Anche perché…vi sembra un caso che proprio sotto Natale io abbia sfornato i miei Sfigatini?

SFIGATINI DI NATALE

ingredienti per circa 50 biscotti

  • 420 g di farina OO
  • 250 g di burro
  • 120 g di zucchero biondo di canna (qualità demerara) + 50 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di Maple Syrup (sciroppo d’acero)
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata in polvere
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 150 g di cioccolato bianco
  • 150 g di cioccolato fondente
  • 1 cucchiaio di panna fresca liquida
  • 2 cucchiai di latte fresco intero

Preparazione

Montare lo zucchero con le uova, lo sciroppo, il miele, le spezie ed il bicarbonato. Prestare bene attenzione che le uova non siano troppo fredde o non avrete che un esperimento di fisica meccanica mal riuscito. Anche se per una frolla non si presenta l’esigenza reale di un agente lievitante (come per una pasta margherita o pan di spagna o similsorellame alveolato), l’uovo a temperature inferiori ai 12 gradi e di molto superiori a questa non è in grado di incorporare aria. In questo caso una simile inosservanza non inciderà sulla riuscita effettiva del vostro pasticcio ma vi allontanerà da quelle belle e friabili briciole da copertina.

Dopo aver “frustato” per 5 minuti almeno, aggiungere il burro morbido seguito dalla farina.

L’impasto sarà tanto morbido da sembrarvi impossibile da lavorare ma non abbandonatevi all’isteria digitale e ficcate la vostra palla in frigo, avvolta da pellicola, per almeno un’ora.

Prima di porre rimedio al prurito che provate sui palmi delle mani da quando avete iniziato la vostra campagna “più buoni con i biscotti del signor Natale”, nell’attesa di adoperare le vostre splendide formine acquistate all’iper, riducete la vostra frigida palla ad un lenzuolo di meno di 5 mm di spessore, a colpi di matterello. O nella maniera che vi pare, insomma.

Infornate su lastra foderata di carta forno per 15 min a 170°C .

Una volta raffreddati divertitevi con la saccaposche a fare quante e più schifezze di me, sciogliendo prima il cioccolato con panna e latte.

Un accorgimento sempiternamente valido per il cioccolato: mai superare i 50°C per non rischiare di modificarne irrimediabilmente le qualità organolettiche.

Quest’ultima nerdata me la potevo risparmiare ma, guarda CASO, non l’ho fatto!

Inciso a piè pagina: la chimera la cui lettura state affrontando è alchimia 
( pretestuosa! )tra gli ugelli della mia cucina a gas e la lente della mia
 macchinetta fotografica (lungi dal rassomigliare ad una reflex)
Va bene, riassumo: Blog di cucina con fotografia

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