ultimo atto di Natale

Il Boxing day è il giorno ideale per consumare una colazione degna del passato di un nefropatico: frappè di proteine, grazie. La salsiccia del cumberland con delle uova fantasmagoricamente scrambled su brown bread ha cancellato la mia lavagnetta delle remore .

Per andare dove devo andare passo dalla stazione di Brockley.

Non mantenendo la promessa di boicottare il glamour (che alla fin fine altro non è che lo stratagemma preferito dalle fate per dissimulare la loro vera età da vecione, come Francesco Dimitri ci educe nel suo “Pan”) ho fatto quattro salti nella chiccosissima Covent Garden.

E il Tea Palace mi ha letteralmente stordito i sensi. Non possiedo certo la solidità olfattiva di Fancesca, arguto naso e perspicace palato del mondo dei blog!

Come risultato dello stordimento credevo di essere stata catapultata nella wonderland di Alice quando ho visto una pallina sbocciare nell’acqua calda e farne infuso.

Lontano da Covent Garden la sensazione di alienazione non è andata migliorando. Avrei fatto bene a portarmi dietro un manometro!

Una sbirciatina da Sainsbury mi ha regalato una Nippocena.

Ma non possono essere un paio di buste da supermercato ad allontanarmi dalla santificazione (questa è blasfemia, lo so) della mia partenza verso lidi Milanesi, adoperata nel Brockley cemetary.

Termine di saga, signori, ma non di sagra.

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